Blog aziendali

Scopri come il blog aziendale può trasformarsi in una potente arma di marketing e vendere a persone che fino a pochi minuti fa non ti conoscevano nemmeno (con il metodo P.A.S.)

1. individuiamo gli argomenti più interessanti per il tuo pubblico...

2. ...facciamo uno studio delle parole chiavi più cercate...

3. ...scriviamo contenuti usando un copy posizionante...

4. ...generiamo traffico per farti trovare contatti e vendere

Perché realizzare un blog aziendale...

Il blog aziendale serve principalmente a tre cose:
  1. Vendere a persone che non ti conoscono;
  2. Potenziare al massimo la tua brand identity e la tua brand reputation;
  3. Migliorare terribilmente il tuo posizionamento organico su Google.
Ma c’è un problema: la maggior parte di coloro che hanno un blog aziendale non lo sfruttano per niente. Questo perché semplicemente non hanno un metodo di scrittura, non hanno un modello da seguire e scrivono contenuti un po’ a caso, un po’ come gli vengono.

In più, oltre a non avere un modello da seguire, tendono a scrivere tanto, tantissimo, quasi tutti i giorni.

Forse perché qualcuno gli ha detto di fare così…

5 errori gravi che vengono commessi da chi possiede un blog aziendale

Errore numero 1: non seguono un modello


La maggior parte di tutti coloro che scrivono articoli non seguono un modello preciso, ovvero, scrivono di pancia. Tutto quello che gli viene in mente lo scrivono, di getto, senza seguire il corretto stilema che li porta da un punto A ad un punto B.


Errore numero 2: non adottano copy posizionante


Ogni contenuto che scrivi sul sito web, che sia una pagina di vendita, che sia un articolo di blog dev’avere sempre la costante di veicolare il messaggio che ti identifica sul mercato. Altrimenti ogni sforzo sarà vano. Perché d’accordo scrivere ma occorre sapere e capire come ordinare le idee e la scrittura. Tutto questo lo fai col copy posizionante, ovvero, partendo dal tuo brand positioning, apri le parole e le frasi come un ventaglio e veicoli il tuo messaggio.


Errore numero 3: pensare che il blog sia solo un contenitore da riempire


Ogni articolo che scrivi è legato ad un argomento o ad una parola chiave. Se una di queste due variabili viene a meno l’equazione non può esistere perché significa che stai perdendo solo tempo. Sarà solo un contenitore fine a se stesso considerato solo come quantità e con alcuna finalità.


Errore numero 4: scrivere tanto perché a Google piace


Chi l’ha detto che Google preferisce i siti con maggiore frequenza editoriale? Questa è una scemata, è una leggenda metropolitana che si continua a dire. La verità è che attraverso gli articoli del tuo blog potenzi il tuo contesto, migliorando così la classificazione del tuo sito da parte di Google. Questa è la verità. Sembra infatti che il connubio perfetto ce l’hai potenziando al massimo il tuo contesto e proponendo articoli ben fatti, ovvero che rispondono adeguatamente all’intento di ricerca.


Errore numero 5: scrivere e pubblicare tutti i giorni per aumentare la tua visibilità


L’errore che spesso si commette è trovarsi nel principio dell’ “ansia di pubblicazione”, ovvero pensare che scrivere e pubblicare tutti i giorni sia la cosa più importante alla quale non ci si debba per nulla esimere. È sbagliato, perché se poniamo come priorità la frequenza di pubblicazione, la qualità e soprattutto il tuo messaggio posizionante verranno a meno e passeranno in secondo piano. Questo perché la tua unica e costante preoccupazione sarà sempre quella di scrivere e pubblicare più in fretta possibile e come ben sai, la fretta non è mai una buona consigliera.

La tipologia di utente che si intercetta attraverso il blog aziendale e l’immensa opportunità che si cela dietro ogni articolo che puoi scrivere

Sono 5 gli stadi del cliente. Abbiamo:

  • il cliente consapevole, ovvero colui che ti conosce e che ha già comprato da te;
  • il cliente consapevole del prodotto, ovvero già ti conosce ma non è ancora convinto;
  • il cliente consapevole della soluzione, ovvero che ha un problema, sa che esiste una soluzione, ma ancora non ti conosce;
  • il cliente consapevole del problema, ovvero colui che ha un problema ma non sa ancora che esiste una soluzione;
  • il cliente inconsapevole, ovvero colui che non sa nemmeno di avere un problema.

Quest’ultimo è quello più lontano da te, tendenzialmente quello più complesso da raggiungere e convincere, ma è anche quello dove il bacino di utenza è sicuramente maggiore.

Partirà probabilmente da una semplice ricerca su Google e ti troverà. Tu hai pochi secondi per convincerlo (dai 5 ai 10 secondi) a proseguire nella lettura dei primi paragrafi e se non segui poche e semplici regole, passerà oltre, tornerà su Google e lascerai l’opportunità ad un tuo concorrente.

La prima cosa che devi creare è la fiducia e se sarai bravo a maturarla e farla crescere vedrà in te un punto di riferimento. Questo avviene per la magia delle percezioni.

Ma come fare quindi a creare e potenziare la fiducia nel lettore? Lo puoi fare solo adottando un metodo ben preciso.

Come riuscire a vendere a chiunque attraverso gli articoli del tuo blog aziendale, usando il metodo P.A.S

Ogni tuo articolo lo devi strutturare seguendo un modello ben preciso, altrimenti ti ritrovi a scrivere a caso, senza una logica e perdendo tempo.


Invece ogni articolo del tuo blog lo devi strutturare per una sola cosa soltanto: vendere.


Devi partire dal presupposto che alle persone non importa chi sei, cosa fai, quale sia la tua storia. Le persone sono egoiste, è la natura che è fatta così e vogliono sempre e solo risolvere un LORO problema. Tu devi solo farti trovare lì pronto a risolvergli il problema.


Attraverso l’articolo in buona sostanza devi prendere l’utente per la manina e accompagnarlo dalla situazione nella quale si trova, fargli capire che se continua così si mette nei guai e accompagnarlo verso la soluzione, che guarda caso è proprio la tua.


Il modello che devi seguire è il metodo P.A.S.: Problema, Agitazione, Soluzione


PROBLEMA: parli del suo problema nel quale si trova e apri l’articolo parlando del suo problema e lui stesso si deve immedesimare. Deve pensare: “Cavoli, è proprio quello che sta succedendo a me…”;


AGITAZIONE: prosegui a parlare del problema, amplificandone tutti gli angoli più nascosti e gli anticipi lo scenario nel quale si troverà da qui a N tempo se non provvede rapidamente, se non decide di svoltare pagina. La metti giù dura, intensifichi il problema, il tuo obiettivo è proprio quello di agitarlo e lo dovrai rendere nervoso. Dovrà pensare: “Cavoli…ma vuoi vedere che è come dice lui…?…”;


SOLUZIONE: ecco la parte dove puoi sfoggiare la tua soluzione, il tuo metodo, il tuo sistema e attraverso un opportuno copy posizionante gli presenti la TUA soluzione. Che attenzione, non devi farla percepire come una soluzione o una delle tante soluzioni, ma LA soluzione. Perché la tua dev’essere diversa, deve essere più veloce, deve dare garanzie, deve essere più potente di tutte quelle che abbia mai trovato in giro e che gli hanno proposto.

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Comprende:

  • analisi keywords;
  • piano editoriale;
  • ottimizzazione tag;
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